Il Vertical Farming nasce all’interno di un’aula della Columbia University, quando Dickson Despommier, Professore emerito di microbiologia e sanità pubblica, sfidò i suoi alunni a trovare soluzioni per coltivare all’interno di Manhattan. 

Si tratta di una pratica di coltivazione che sfrutta lo spazio in altezza degli edifici per aumentare la produttività e diminuire l’impiego di suolo. 

I VANTAGGI DEL VERTICAL FARMING

La tecnica più utilizzata è quella idroponica, dal greco hýdor e pónos, ovvero “acqua che lavora”. La peculiarità di questo metodo di coltivazione è l’assenza di terra. Le piante vengono seminate direttamente su fogli di materiale organico o singoli substrati al di sotto dei quali scorre un flusso d’acqua arricchito con le sostanze nutritive necessarie alla corretta crescita della pianta.

Questo sistema consente una buona ossigenazione delle radici e di risparmiare fino al 95% di acqua rispetto alle coltivazioni in campo, oggi più che mai un vantaggio da non sottovalutare.

Vertical Farming Education Lab

All’interno delle vertical farm vengono replicate le condizioni ambientali più favorevoli alla pianta in termini di temperatura, umidità e ore di luce. Lo spettro solare viene riprodotto da LED per orticoltura, che negli ultimi anni sono diventati sempre più efficienti a livello di consumo energetico.

Grazie a queste tecnologie è possibile coltivare ovunque, dall’Islanda al deserto del Sahara, indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne. In questo modo si può tornare a produrre alimenti più freschi, nutrienti e salutari vicino al mercato finale, riducendo le emissioni relative ai trasporti. Gli alimenti più comunemente prodotti sono basilico, insalatine, piante aromatiche, pomodorini e frutti di bosco.

Anche in Italia, in special modo negli ultimi anni, sono nate diverse vertical farm, la più grande delle quali è Planet Farms. All’interno dello stabilimento di Cavenago, alle porte di Milano, vengono coltivate insalate e erbe aromatiche.

VERTICAL FARMING EDUCATION

All’interno dei nostri laboratori, la vertical farm diventa invece strumento didattico preziosissimo per riavvicinare i più giovani alla filiera alimentare. Gli studenti coltivano in prima persona, monitornando la crescita delle piantine e l’acqua impiegata durante il ciclo produttivo, scoprendo in modo pratico il concetto di acqua virtuale.

Secondo i report scientifici pubblicati dal BCFN, adottare un’alimentazione sana è il gesto individuale più ecologico che possiamo compiere. Vogliamo trasmettere questo messaggio ai più giovani, nella speranza che diventino consumatori del futuro più consapevoli.

Consapevoli che sprecare il cibo equivale a sprecare le risorse impiegate per produrlo. E consapevoli che prediligere alimenti sani e sostenibili può giovare non solo alla nostra salute, ma anche a quella del pianeta.

LET’S GROW THE FUTURE!

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